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Volpetta (costellazione)
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La mwdqVolpetta (mwdgin latino mwdwVulpecula, abbreviata in mweaVul) è una delle 88 mweqcostellazioni moderne. Si tratta di una debole costellazione settentrionale situata al centro del mwegTriangolo Estivo, un mwewasterismo formato dalle stelle mwfaDeneb, mwfqVega e mwfgAltair.

Contents

Storia
Note

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Caratteristiche

La costellazione si estende nella regione in cui la mwhwFenditura del Cigno termina a sud, incrociandosi con la mwiaFenditura dell'Aquila; l'area di cielo in cui si trova è dunque fortemente oscurata dalla mwiqpolvere interstellare, qui particolarmente densa.

Nel mwiw1967 all'interno della costellazione della Volpetta è stata scoperta, da parte di mwjaAntony Hewish e mwjqJocelyn Bell, da mwjgCambridge, la prima mwjwpulsar conosciuta. Mentre stavano cercando la mwkascintillazione dei segnali radio delle mwkqquasar, Hewish e la Bell individuarono un segnale molto regolare che consisteva di impulsi di radiazione al ritmo di uno ogni qualche secondo. L'origine terrestre dei segnali fu presto esclusa, perché essi riapparivano in sincronia con il mwkgtempo siderale, e non con quello mwkwcivile. L'anomalia fu infine identificata come il segnale radio emesso da una mwlastella di neutroni in rapida rotazione. I segnali arrivavano (e ancora arrivano) al ritmo di uno ogni 1,3373 mwlqsecondi (le pulsar sono estremamente precise). Il nuovo oggetto fu chiamato inizialmente mwlgCP 19191 (che stava per "Cambridge Pulsar ad mwlwascensione retta 19h 19m"), ed è oggi noto come mwmaPSR 1919+21 (che sta per "Pulsar ad mwmgascensione retta 19h 19m e mwmwdeclinazione +21°").

Nel mwnq1988, il satellite giapponese mwngGinga, osservò un'esplosione nella mwnwnova mwoaGS2000+25, sistema binario dove uno dei componenti del sistema è un probabile mwoqbuco nero di massa dalle 5 alle 10 volte quella del mwogSole, mentre la controparte visibile è una stella di mwowclasse K.

La costellazione è famosa anche per il gran numero di stelle mwpqnovae osservate.

Stelle principali

La costellazione non presenta stelle più brillanti della mwqqquarta magnitudine, infatti solo una stella riporta la mwqglettera greca di Bayer; sono presenti poi alcune stelle di quinta magnitudine che fanno da sfondo nell'osservazione ad occhio nudo.

• mwrqAnser (mwrgα Vulpeculae), una mwrwgigante rossa (di mwsatipo spettrale M0mwsq III) distante 297 mwsganni luce dal mwswSole, caratterizzata da una mwtamagnitudine apparente di 4,44.
• 23 Vulpeculae è una stella arancione di magnitudine 4,50, distante 328 anni luce.

Stelle doppie

Le ridotte dimensioni della costellazione non favoriscono l'abbondanza di mwuqstelle doppie, ma grazie alla presenza della Via Lattea le stelle qua osservabili sono relativamente numerose; tuttavia molte delle stelle doppie sono piuttosto deboli.

• Anser è una coppia molto semplice da ricolvere, perché piuttosto larga (separazione 413.7") e può essere apprezzata usando un mwvabinocolo; la sua compagna è abbastanza separata da avere un mwvqnumero di Flamsteed, 8 Vulpeculae.

| Principali stelle doppie [ 1 ] [ 2 ] | Principali stelle doppie [ 1 ] [ 2 ] | Principali stelle doppie [ 1 ] [ 2 ] | Principali stelle doppie [ 1 ] [ 2 ] | Principali stelle doppie [ 1 ] [ 2 ] | Principali stelle doppie [ 1 ] [ 2 ] | Principali stelle doppie [ 1 ] [ 2 ] |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Nome | Coordinate equatoriali all' epoca J2000.0 | Coordinate equatoriali all' epoca J2000.0 | Magnitudine | Magnitudine | Separazione (in secondi d'arco ) | Colore |
| Nome | AR | Dec | A | B | Separazione (in secondi d'arco ) | Colore |
| Anser | 19 h 28 m 43 s | + 24 ° 39 ′ 55 ″ | 4,44 | 5,82 | 413,7 | r + ar |
| 16 Vulpeculae | 20 h 02 m 02 s | + 24 ° 56 ′ 16 ″ | 5,9 | 6,2 | 0,8 | b + b |
| HD 201671 | 21 h 10 m 32 s | + 22 ° 27 ′ 17 ″ | 7,0 | 8,0 | 18,0 | b + b |

Stelle variabili

Nella costellazione sono note poche mwpgstelle variabili, di cui molte sono fuori dalla portata di piccoli strumenti. La più luminosa e anche la più semplice da osservare come entità di variazione è la T Vulpeculae, che in quasi 4,5 giorni varia fra la quinta e la sesta magnitudine.

| Principali stelle variabili [ 1 ] [ 2 ] [ 3 ] | Principali stelle variabili [ 1 ] [ 2 ] [ 3 ] | Principali stelle variabili [ 1 ] [ 2 ] [ 3 ] | Principali stelle variabili [ 1 ] [ 2 ] [ 3 ] | Principali stelle variabili [ 1 ] [ 2 ] [ 3 ] | Principali stelle variabili [ 1 ] [ 2 ] [ 3 ] | Principali stelle variabili [ 1 ] [ 2 ] [ 3 ] |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Nome | Coordinate equatoriali all' epoca J2000.0 | Coordinate equatoriali all' epoca J2000.0 | Magnitudine | Magnitudine | Periodo (giorni) | Tipo |
| Nome | AR | Dec | Max. | Min. | Periodo (giorni) | Tipo |
| R Vulpeculae | 21 h 04 m 23 s | + 23 ° 49 ′ 18 ″ | 7,0 | 14,3 | 136,73 | Mireide |
| T Vulpeculae | 20 h 51 m 28 s | + 28 ° 15 ′ 02 ″ | 5,41 | 6,09 | 4,4355 | Cefeide |
| BW Vulpeculae | 20 h 54 m 22 s | + 28 ° 31 ′ 19 ″ | 6,20 | 6,43 | 0,2010 | Pulsante |
| SV Vulpeculae | 19 h 51 m 31 s | + 27 ° 27 ′ 37 ″ | 6,62 | 7,79 | 45,028 | Cefeide |

Oggetti del profondo cielo

La Volpetta è attraversata dalla mwaq8Via Lattea e presenta alcuni oggetti di particolare interesse; primo fra tutti la mwaraNebulosa Manubrio (M27), che è certamente uno degli mwareoggetti del profondo cielo più osservati. Si tratta una grande mwarinebulosa planetaria, che può essere osservata anche con un mwarmbinocolo, dove appare come un disco debolmente luminoso con un diametro di circa 6 mwarqminuti d'arco (includendo il debole alone, il suo mwarudiametro apparente cresce fino a circa la metà di quello della mwaryLuna piena). Un mwarctelescopio rivela la sua forma a due lobi, simile a quella di una mwargclessidra. M27 fu scoperta dall'astronomo francese mwarkCharles Messier nel mwaro1764, e fu la prima nebulosa planetaria ad essere scoperta.

Verso sud è visibile un particolare oggetto, chiamato l'mwarwAttaccapanni o mwar0Appendiabito (in mwar4inglese, mwar8Coat Hanger), o pure mwasaAmmasso di Brocchi; si tratta di un mwaseasterismo, ossia di un gruppo di stelle non fisicamente legate fra loro. È visibile facilmente anche ad mwasiocchio nudo.

Fra gli altri oggetti minori spicca mwasqNGC 6885, un mwasuammasso aperto composto da poche stelle ma ben osservabile con un semplice binocolo. Fra gli oggetti lontani più interessanti vi è la mwasyregione di Vulpecula OB1, un'mwascassociazione OB composta da una trentina di stelle giovani e calde con associate alcune nebulose. Un secondo ammasso aperto è visibile verso nordest ed è mwasgNGC 6940; è abbastanza luminoso ed esteso, ma le sue componenti sono relativamente deboli.

| Principali oggetti non stellari [ 2 ] [ 4 ] [ 5 ] | Principali oggetti non stellari [ 2 ] [ 4 ] [ 5 ] | Principali oggetti non stellari [ 2 ] [ 4 ] [ 5 ] | Principali oggetti non stellari [ 2 ] [ 4 ] [ 5 ] | Principali oggetti non stellari [ 2 ] [ 4 ] [ 5 ] | Principali oggetti non stellari [ 2 ] [ 4 ] [ 5 ] | Principali oggetti non stellari [ 2 ] [ 4 ] [ 5 ] |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Nome | Coordinate equatoriali all' epoca J2000.0 | Coordinate equatoriali all' epoca J2000.0 | Tipo | Magnitudine | Dimensioni apparenti (in primi d'arco ) | Nome proprio |
| Nome | AR | Dec | Tipo | Magnitudine | Dimensioni apparenti (in primi d'arco ) | Nome proprio |
| Cr 399 | 19 h 25 m : | + 20 ° 11 ′ : | Asterismo | 3,6 | 60 | L'Attaccapanni |
| M27 | 19 h 59 m 36 s | + 22 ° 43 ′ 16 ″ | Nebulosa planetaria | 7,5 | 8,0 x 5,6 | Nebulosa Manubrio |
| NGC 6885 | 20 h 12 m : | + 26 ° 29 ′ : | Ammasso aperto | 8,1 | 18 | |
| NGC 6940 | 20 h 34 m : | + 28 ° 17 ′ : | Ammasso aperto | 6,3 | 31 | |

Sistemi planetari

I mwaycsistemi planetari noti nella Volpetta sono tutti composti da un solo pianeta confermato; nel caso di HD 188015 si sospetta l'esistenza di un secondo corpo di massa leggentente inferiore a quella di mwaykGiove, mentre il pianeta confermato, HD 188015 b, è grande una volta e mezzo Giove. mwaysHD 189733 possiede un mwaywpianeta gioviano caldo, mentre HD 190228 ha un pianeta grande oltre quattro volte Giove situato a 2 mway4UA di distanza dalla stella madre.

| Sistemi planetari [ 1 ] | Sistemi planetari [ 1 ] | Sistemi planetari [ 1 ] | Sistemi planetari [ 1 ] | Sistemi planetari [ 1 ] | Sistemi planetari [ 1 ] | Sistemi planetari [ 1 ] |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Nome del sistema | Coordinate equatoriali all' epoca J2000.0 | Coordinate equatoriali all' epoca J2000.0 | Magnitudine | Tipo di stella | Numero di pianeti confermati | |
| Nome del sistema | AR | Dec | Magnitudine | Tipo di stella | Numero di pianeti confermati | |
| HD 188015 | 19 h 52 m 05 s | + 28 ° 06 ′ 01 ″ | 8,22 | Subgigante gialla | 1 (b) | |
| HD 189733 | 20 h 00 m 44 s | + 22 ° 42 ′ 39 ″ | 7,68 | Nana arancione | 1 ( b ) | |
| HD 190228 | 20 h 03 m 01 s | + 28 ° 18 ′ 25 ″ | 7,31 | Subgigante gialla | 1 (b) | |

Storia

Questa costellazione fu definita nel tardo mwaeiXVII secolo dall'mwaemastronomo mwaeqpolacco mwaeuJohannes Hevelius. In origine era conosciuta come mwaeyVolpecula cum Ansere («la volpetta con l'oca»), nella quale l'oca veniva raffigurata tra le fauci della volpe.

Lo stesso Hevelius, che nel suo catalogo del mwaeg1687 aveva rappresentato Volpetta e Oca come un'unica costellazione, nel suo atlante stellare del mwaek1690 le illustrò invece come due costellazioni distinte. mwaeoJohn Flamsteed, nel suo mwaesAtlas Coelestis del mwaew1729, tornò a rappresentare Volpetta e Oca come un'unica costellazione, con la denominazione di «Volpetta e Oca». Altri astronomi, come mwae0Johann Elert Bode, continuarono invece a considerarle due costellazioni indipendenti. In seguito, alcuni studiosi ritennero eccessiva la presenza di due figure per rappresentare una regione celeste priva di stelle particolarmente brillanti. Tra questi vi fu mwae4Francis Baily, che nel suo mwae8British Association Catalogue del mwafa1845 riportò la costellazione con il solo nome di Volpetta.cite-ref-6[6]

Oggi la Costellazione dell'Oca non è più riconosciuta dall'mwafyUnione Astronomica Internazionale ed è stata riassorbita nella Volpetta. Il nome dell'Oca sopravvive tuttavia nella denominazione della stella alfa della costellazione, chiamata mwafcAnser.cite-ref-7[7]

Note

cite-note-simbad-11. mwagymwagcmwaggResult for various objects, su mwagksimbad.u-strasbg.fr, mwagoSIMBAD. mwagsURL consultato il 4 giugno 2009.
cite-note-sky-22. mwahmAlan Hirshfeld, Roger W. Sinnott, mwahqSky Catalogue 2000.0: Volume 2: Double Stars, Variable Stars and NonstellarObjects, Cambridge University Press, aprile 1985, mwahuISBNmwahy 0-521-27721-3.
cite-note-aavso-33. mwahsmwahwmwah0The International Variable Stars Index - AAVSO, su mwah4Results for various stars. mwah8URL consultato il 20 giugno 2009.
cite-note-ngcic-44. mwaimmwaiqmwaiuThe NGC/IC Project Public Database, su mwaiyResults for various objects. mwaicURL consultato il 20 giugno 2009 mwaig(archiviato dall'mwaikurl originale il 28 maggio 2009).
cite-note-ned2-55. mwai0mwai4mwai8NASA/IPAC Extragalactic Database, su mwajaResults for various stars. mwajeURL consultato il 20 ottobre 2006.
cite-note-66. mwajumwajymwajcStar Tales – Vulpecula, su mwajgwww.ianridpath.com. mwajkURL consultato il 12 febbraio 2025.
cite-note-77. mwaj0Gianluigi Filippelli, mwaj4mwaj8Volpetta, su mwakaEduINAF, 22 luglio 2020. mwakeURL consultato il 12 febbraio 2025.

Bibliografia

• mwaku(EN) Michael E. Bakich, The Cambridge Guide to the Constellations, Cambridge University Press, 1995, ISBN 0-521-44921-9.
• mwakc(EN) Milton D. Heifetz; Wil Tirion, A Walk through the Heavens: A Guide to Stars and Constellations and their Legends, Cambridge University Press, 2004, ISBN 0-521-54415-7.
• mwakkAA.VV., Astronomia - Dalla Terra ai confini dell'Universo, Fabbri Editori, 1991.

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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla costellazione della Volpetta

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Erik Gregersen, Vulpecula, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.